‎La cantina più antica del mondo ha 6100 anni e si trova in una grotta in Armenia‎‎

Il vino fa parte della cultura e della tradizione della vita umana da tempo immemore. Nell’antica Grecia il vino era lodato da poeti, storici e artisti, ed era spesso citato nelle opere di Esopo e Omero.‎: Dioniso, il dio greco del vino, rappresentava non solo il potere inebriante del vino, ma anche le sue influenze sociali e benefiche.

Ma il vino è molto più antico della storia fin’ora registrata e potrebbe risalire a oltre 20 milioni di anni fa, poiché i lieviti in fermentazione si sono evoluti insieme alle piante da frutta.‎ La gente iniziò a coltivare uva probabilmente poco dopo aver iniziato a coltivare grano, intorno all’8000 aC; nei tempi antichi il vino era considerato un dono magico e spontaneo della natura.‎


‎La cantina più antica del mondo è stata scoperta in una grotta sulle montagne dell’Armenia: prima che questa cantina fosse scoperta, la più antica cantina conosciuta era in Israele datata 1650 aC.‎‎. Un team internazionale di ricercatori ha scoperto una ciotola per bere, una pressa per uva, una tazza e vasi di fermentazione risalenti a circa 6.100 anni fa nella grotta nella zona chiamata Areni-1 in Armenia; sicuramente sono state trovate prove più antiche delle sue origini ma questo è il primo esempio di produzione completa di vino venuto alla luce. ‎‎Il complesso rupestre Areni-1 si trova nel villaggio di Areni,noto già per la sua produzione vinicola, nella provincia di Vayots Dzor nella Repubblica di Armenia. ‎La pressa e l’ampia vasca poco profonda ritrovate nella grotta sono simili alle attrezzature utilizzate dalle persone in tutta la regione fino al XIX secolo:‎ i botanici esaminandole hanno dichiarato che era la tipica specie di Vitis vinifera, la stessa utilizzata per produrre la stragrande maggioranza del vino oggi.‎ ‎

Gregory Areshian, co-direttore dello scavo e assistente direttore del Cotsen Institute of Archaeology dell’Università della California di Los Angeles, afferma che il vino sarebbe paragonabile a un moderno vino rosso non filtrato e potrebbe aver avuto un sapore simile a un merlot, con un colore rubino scuro. Riguardo i metodi di vinificazione e affinamento nonchè il suo consumo non sono ancora chiari, molto probabilmente le persone che producevano il vino nella cantina della grotta lo usavano per scopi cerimoniali, probabilmente per cerimonie funebri, dal momento che si è successivamente scoperto che la grotta era un tempo un importante sito funerario.‎‎Questa scoperta dimostra che le persone svilupparono l’agricoltura e abilità vinicole già nel 4.000 a.C., e come dichiara lo stesso Areshian, ‎‎”Produrre questo vino dimostrava un’alta tecnologia dell’epoca richiedendo una conoscenza dettagliata dei cicli di irrigazione, potatura delle viti, nonchè la capacità di affrontare i parassiti e lo stesso processo di fermentazione, più complesso della birra”.‎

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