Rocca delle Macìe Vigna ” L’Aja Bruciata ” Andrea Zingarelli Maremma Toscana Vermentino Superiore DOC 2022
39,90€
5 disponibili
| Peso | 1,4 kg |
|---|---|
| Denominazione | Maremma Toscana Vermentino Superiore DOC |
| Vitigno | Vermentino 100% |
| Vinificazione | Prodotto con uve provenienti dalla tenuta di Casa Maria, in Provincia di Grosseto, di proprietà della Famiglia Zingarelli dal 2003. La raccolta è manuale con selezione delle uve in vigneto, con aggiunta di ghiaccio secco in vigneto e con diraspatura e pressatura in assenza di ossigeno. Dopo una vinificazione a temperatura controllata di circa 10 giorni, segue una maturazione di almeno 9 mesi in cemento, con frequenti bâtonnage. |
| Affinamento | Affinamento per ulteriori 8 mesi, prima di essere messo in commercio. |
| Gradazione Alcolica | 13.50% |
| Temperatura di servizio | 6°- 8°C |
| Abbinamenti | Si abbina perfettamente a una vasta gamma di piatti squisiti, ma è anche un piacere da sorseggiare da solo. |
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Non solo Chianti Classico: l’azienda toscana aggiunge un’altra anima alla sua identità battezzata nel 1973 dal regista e produttore cinematografico Italo Zingarelli. A Campomaccione e Casamaria si racconta la Maremma, inseguendo ora una nuova visione con un Vermentino da single vineyard. Andrea Zingarelli, figlio di Sergio e nipote di Italo, aveva un sogno nel cassetto: «Realizzare un bianco importante, adatto all’affinamento e capace di migliorare nel tempo, e fatto con un vitigno del territorio». La sua idea di Maremma è diventata L’Aja Bruciata, toponimo ripescato nelle vecchie carte catastali, e impresso sull’etichetta del nuovo vino. Le uve vengono da una singola vigna di 5 ettari nella Tenuta di Casamaria su suoli di tessitura franco sabbiosa, con la presenza di arenarie quarzose, a un’altitudine media tra i 135 e i 150 metri sul livello del mare. Per l’annata di debutto, la 2021 in commercio da marzo 2023, sono state realizzate appena 1.800 bottiglie. L’obiettivo, per i prossimi anni, è quello di arrivare a 3.500. Una produzione limitatissima per la quale è prevista un’evoluzione in cemento sui lieviti per 6 mesi con frequenti bâtonnage, con una parte delle fecce fini (appena il 3-5%) che compie un veloce passaggio in barrique e infine qualche mese di evoluzione in bottiglia.
Agitandolo nel calice per fargli prendere un po’ d’aria, si può percepire in questo vino bianco un’incomparabile equilibrio, poiché non si evidenzia né acquoso né sciropposo o liquoroso sulle pareti del bicchiere. In questo vino bianco di Rocca delle Macìe si possono trovare aromi di pere e limoni, arricchiti da miele. Questo vino ha un sapore piacevolmente secco. È stato imbottigliato con 3 grammi di zucchero residuo. Si tratta di un vero vino di qualità, che si distingue chiaramente da qualità più semplici e, nonostante tutta la sua secchezza, questo italiano incanta naturalmente con la sua finezza d’equilibrio. Un gusto eccellente non necessita necessariamente di molto zucchero residuo. Grazie alla sua presente acidità fruttata, il L’Aja Bruciata Vermentino Maremma si rivela al palato meravigliosamente fresco e vivace. Il finale di questo vino bianco giovane della regione Toscana sorprende infine con un piacevole persistente.
Tastings Notes
Giallo paglierino chiaro e brillante con sfumature argentate.
Fragrante e netto ma delicatamente delineato con aromi di salvia, melissa e pompelmo.
Fresco, secco ma lascia una bella giocosità al palato: succoso all’attacco e con un frutto ben sviluppato che rivela grandi note di pesca.
Rocca delle Macìe nasce nel 1973 ad opera del produttore cinematografico Italo Zingarelli di “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola, e anche della fortunatissima serie di film con la coppia Bud Spencer e Terence Hill (tra cui “Lo Chiamavano Trinità” e “Continuavano a Chiamarlo Trinità”)
Italo coltivava il sogno di produrre vino e lo ha coronato acquistando la tenuta “Le Macìe”, 93 ettari di cui solo due coltivati a vigneto, per dare vita ad un’azienda vitivinicola nel cuore del Chianti Classico.
L’amore per il vino e la campagna toscana di Italo è divenuta affare di tutta la famiglia Zingarelli grazie ai figli Sergio, Sandra e Fabio.
Nel 1985, infatti, Sergio inizia a lavorare con il padre e dal 1989, affiancato dalla moglie Daniela, assume la guida dell’azienda. Sergio Zingarelli, in collaborazione con la sorella Sandra, riesce ad imporre l’azienda all’attenzione mondiale.
Da allora l’azienda è cresciuta costantemente e dispone oggi di circa 500 ettari, di cui oltre 200 coltivati a vigneto e circa 22 ad oliveto, suddivisi tra le sei tenute di proprietà: Le Macìe, Sant’Alfonso, Riserva di Fizzano e le Tavolelle nella zona del Chianti Classico, Campomaccione e Casamaria in Maremma nella zona del Morellino di Scansano. La storia della cantina Rocca delle Macìe è si fonda sul connubio tra attenzione al territorio da un lato, e all’innovazione e la ricerca volte al costante miglioramento della qualità dall’altro.
Il lavoro fatto in vigna, con basse rese per ettaro e tanta attenzione, continua in cantina o meglio nelle cantine dell’azienda, ampliate e rimodernate nel corso degli anni e che oggi sono dotate di avanzate tecniche di fermentazione per il controllo dei mosti e di moderni ambienti per la maturazione e l’affinamento.
La cantina originale infatti era stata ricavata nelle vecchie stalle al piano terreno del borgo delle Macìe, e oggi è una bottaia con 35 botti in rovere di Slavonia e francesi utilizzate principalmente per il Chianti Classico Riserva.










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